Mimmo Vinciguerra

Mimmo Vinciguerra, nasce il 21 dicembre 1968, in un quartiere alla periferia di Catania. Da piccolo Mimmo, quando tutti i suoi coetanei finita la scuola si dedicavano ai giochi, seguiva papà Carmelo che lo portava spesso con se a lavoro; ciò avveniva un po’ per modello educativo un po’ perché avendo un fratello ed una sorella più piccoli e vivaci, il papà divideva i compiti di attento genitore con la mamma Giuseppina. Così per gioco, Mimmo imparò a guadagnarsi quelle piccole cose che gran parte dei suoi compagni ottenevano spesso senza aprire bocca. Di scuola, neanche a parlarne, non perché non era bravo, ma per il semplice fatto che preferiva il lavoro allo studio, così che, un giono papà Carmelo gli chiese: tu da grande cosa vorresti fare come lavoro? Mimmo rispose: mi piacerebbe fare il barbiere!

E fu così che all’età di appena undici anni iniziò a frequentare una sala da barba. Nel frattempo studiava per prendere la licenza media, facendo mezza giornata a scuola e mezza giornata a lavoro. Mimmo nonostante la giovane età si rese conto che quella sala non dava grosse possibilità per imparare il mestiere, e così cerco, e andò a lavorare in un altro posto. Intanto arrivò con i primi risparmi del proprio lavoro, la prima bicicletta, e proprio la bicicletta veniva utilizzata come mezzo di trasporto per recarsi a lavorare. Il ciclismo insieme alla chitarra, che ha imparato a suonare da autodidatta, il volontariato e la pittura sono gli amori della sua vita oltre la famiglia.
Non ancora quattoridicenne, si iscrive all’A.S.A.M (Accademia Siciliana Acconciatori Maschili), conferendo, successivamente dopo lunghi anni di studio, il diploma di Maestro d’Arte Insegnante. Tutt’oggi ricorda con amore le serate trascorse da papà Carmelo nella vecchia Fiat 500, ad attendere quel ragazzino, che per la voglia di fare sempre meglio, era sempre l’ultimo a uscire dall’accademia; e quasi sempre lo trovava addormentato e infreddolito. Questa è la testimonianza di quanto sia importante la presenza dei genitori nella vita dei figli. Nel frattempo, raggiunto un piccolissimo bagaglio di esperienza, era il mese di marzo del 1983, va a lavorare in un’altra sala, e vi rimane fino a febbraio del 1992 anno in cui aprì, insieme al fratello, ma soprattutto incoraggiato e invogliato da papà Carmelo la sua prima attività di Barbiere.

Affascinato del proprio lavoro non si volle fermare alla professione di barbiere, ma attratto dalla creatività del settore femminile, si iscrisse nuovamente in accademia conseguendo, così dopo anni di studio teorico e pratico, un’altra specializzazione. L’impegno è costante, con i seminari tecnici, stilistici, comunicativi e manageriali, che ancora oggi frequenta e tiene insieme al proprio staff in varie città italiane. Oggi Mimmo, insieme alla sorella Agata, diplomata all’Istituto d’Arte e successivamente divenuta un’eccellente estetista-visagista, si ritrova a vivere un’altra splendida realtà lavorativa in un paese alla pendici dell’Etna più esattamente a Pedara. Questa fantastica avventura quando ebbe inizio, ai giorni d’oggi, avrebbe assunto la definizione di: “sfruttamento dei minori” allora, per fortuna era solo un modello educativo, e se posso fare una breve riflessione: forse bisognerebbe ritornare a quelle origini… Grazie Papà, Grazie Mamma.